“Fingo di non verderti” è l’album d’esordio de “Il Mulo”, formazione riminese nata dalle ceneri dei “Clamidia”, nota band del panorama indipendente italiano che dal 2004 e nel corso di circa un decennio ha condiviso i palchi con alcuni dei migliori nomi della scena alternativa italiana come Massimo Volume, Cesare Basile, Linea 77, Giorgio Canali, One Dimentional Men e tanti altri. Alcuni ricorderanno gli album “La prima guerra cinese dell’oppio” (2009) o “Al mattino torni sempre indietro” (2014), prodotto da Umberto Palazzo (Il Santo niente).

“Il Mulo” si presenta dunque come trio composto da Morris Celli, Luca Balacca e Mattia Benvenuti ed il loro “Fingo di non vederti” è un disco rock cantautorale condito di elettronica, in cui l’esperienza musicale dei tre risulta ben evidente. L’album èprodotto dalla storica e prolifica Seahorse recordings di Paolo Messere, distribuito da The Orchard e registrato presso il Bluberry Studio con il contributo alle batterie di Samuele Albani. Il disco è stato inoltre anticipato dai videoclip dei brani “Antonio” e “La malaria”.

  • Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Indieitaliano. Nonostante questo sia il disco d’esordio per la formazione de “Il Mulo” la vostra esperienza musicale è ben ravvisabile dal tipo di sonorità che proponete e dallo stile con cui lo fate. Si tratta dunque di un progetto che potremmo definire fin da subito “maturo”. Qual è stata la molla che vi ha spinto a realizzare un album come “Fingo di non vederti” ed a cimentarvi in una nuova avventura artistica?

“Prima di tutto ringraziamo per la definizione di progetto “maturo”: è la prima volta che curiamo personalmente tutte le fasi del disco e siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Il disco nasce 4 anni fa, nel 2016, come forte necessità e compensazione ad una grave perdita che ho avuto in famiglia:scrivendo a getto e  senza pensarci, mi sono ritrovato in mano diverse canzoni.

L’incontro con Luca e Mattia, mie compagni già ai tempi dei Clamidia, ha dato poi la spinta alla realizzazione del disco: avevamo voglia di tornare  a far musica insieme e di iniziare un nuovo percorso da zero. Siamo partiti dai miei brani concentrandoci su un’idea sonora di fondo: batterie elettroniche, synth per bassi e tappeti armonici, chitarre il più possibile pulite e ritmiche, liriche utilizzate quasi come uno strumento”.

  • Intanto vi ringraziamo pubblicamente per aver sdoganato l’immagine del mulo come animale socialmente associato alla stupidità, laddove da moltissime culture è stato sempre celebrato per le proprie qualità. Potreste appunto spiegare ai nostri lettori il perché di questa scelta?

“È un animale che simbolicamente ci rappresenta. Ha origini umili, grande forza, caparbietà e soprattutto ” ignoranza” : dopo diversi anni di musica non siamo più inclini a determinati cliché o diktat e il fare musicalmente quello che vogliamo’ è sicuramente una delle prerogative che ci siamo dati;per gli obblighi e doveri basta senz’altro la vita di tutti i giorni. Ben vengano i ragli e i calci di un Mulo”.

  • Le liriche dell’album colgono nel segno e non risultano banali. Brani come “La Malaria” e “Desaparecido” sono delicatamente struggenti e non hanno bisogno di tante spiegazioni, laddove sono chiari i riferimenti ad una perdita e ad un generale senso di smarrimento. Possiamo dire che “Fingo di non vederti” sia un inno alla rinascita a fronte dei vuoti che la vita purtroppo ci lascia?

“Esatto, ‘Fingo di non vederti’ cerca di guardare oltre il vuoto e la  mancanza fisica: cerca a volte di illudersi, altre di analizzare lo sconforto. È il mistero dei tempi ma penso che sia fondamentale continuare a ricercare delle risposte e interrogarsi sull’esistenza”.

  • “Antonio” è stato il primo video-singolo ad anticipare l’album, per la regia di Luca Lazzari e di Morris, stavolta in duplice veste di autore e regista. Perché avete scelto proprio questo brano per presentare il vostro progetto?

“Il disco ha una sonorità molto variegata e nessun brano è rappresentativo dell’ intero lavoro: per il singolo abbiamo quindi scelto di farci consigliare dalla nostra etichetta,la Seahorse Recordings, che vedeva in Antonio un brano dal forte impatto sonoro e narrativo, insomma un bel biglietto da visita per presentare il nostro primo lavoro a nome Il Mulo.

Intanto è già on line il secondo videoclip, ‘La Malaria’, girato in Basilicata con  l’amico Carlo Laurenza. Se ancora non l’avete fatto vi invitiamo a vederlo”.

  • Che rapporto avete in questo momento con i live? C’è la volontà di portare “Fingo di non vederti” anche su qualche palco, dal vivo?

“Certamente, insieme alla fase di scrittura i live sono sicuramente la parte più interessante della musica:abbiamo creato uno spettacolo di circa 60 minuti dove facciamo interagire i nostri brani con alcuni estratti di letteratura contemporanea, mescolandoli con  momenti di pura improvvisazione sonora.

Il 19 Gennaio abbiamo avuto la data zero al bar Lento di Rimini, il 21 Marzo saremo al Portico a Castelnuovo nei Monti (RE) e a breve pubblicheremo un calendario con tutti gli eventi che ci riguarderanno fino a fine estate.

Per restare aggiornati sui prossimi concerti vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook”.

  • Quando si arriva alla pubblicazione di un album è sempre doveroso ringraziare qualcuno. A chi ritenete opportuno rivolgere i vostri ringraziamenti?

“Sicuramente alle persone che ci stanno vicino, che ci permettono ancora di sognare e di dedicare del tempo alla musica:dopo i trent’anni il tempo è considerato merce rara”.

  • Rubiamo una citazione: “Non essere perso, non è tanto il tempo che rimane, dicono che non è tardi per ricominciare”. Adesso che “Il Mulo” ha cominciato a marciare, dobbiamo immaginare che continuerà il proprio percorso?

“Stiamo già scrivendo dei nuovi brani, vogliamo cambiare ancora, fare un ulteriore step a livello lirico e sonoro; anche in questo caso seguiremo la nostra curiosità e il nostro istinto, cercando di non replicare quello fatto finora in modo da garantirci sempre un rinnovato entusiasmo. Continuate a seguirci, non vi annoierete di certo!”

Il video de “La Malaria” per la regia di Carlo Laurenza