Sembra uscita da “Non è la Rai”, ma Elasi è un talento del 2020 che continua a far parlare di sé. Perciò, continuiamo pure a farlo…

Immaginate di vivere su un pianeta verde-acqua, rosso-corallo e bianco-panna. Un universo dove tutto è possibile, dove si può cadere senza farsi male, lasciarsi travolgere dalle inaspettate e sorprendenti valanghe della vita, precipitare senza paura tra ciuffi di nuvole e cieli azzurri gonfi di fantasia. Dove si può ballare anche rimanendo immobili, camminare sospesi, avere quattro braccia o lasciarsi trasportare da quelle altrui.

Da quel pianeta arriva il video di “Valanghe”, singolo che anticipa “Campi Elasi”, l’Ep di esordio di ELASI, uno dei talenti più originali e cristallini del panorama musicale italiano, in uscita a fine ottobre per Never Ending Mina con distribuzione di Artist First.

«In questo video mi sento una pixie nel suo mondo parallelo. Il mio corpo è fluido e mutante, i miei desideri sono neve calda – racconta ELASI – È un sogno su schermo, dove i corpi umani sono sia attori che scenografia, dove la danza contemporanea è poesia visiva».

«Per il video di “Valanghe” abbiamo sviluppato un’immagine di ELASI più poetica e surrealeaggiunge il team di Mysto Studio che si è occupato dell’art direction e della regia – Partendo da concetti trovati all’interno del brano, siamo arrivati a soluzioni visive dentro le quali avvengono delle storie».

Un immaginario pop, colorato e onirico, che si sposa alla perfezione con il caleidoscopico mondo musicale creato da ELASI, frutto di una curiosità musicale insaziabile e di un’energia creativa irresistibile, dove si mescolano tessuti elettronici, groove dance ed etnici, arrangiamenti vocali psichedelici, chitarre non convenzionali, tabla e canti sufi del maestro indiano Kamod Raj.

Il video di “Valanghe” traspone in immagini il magico mondo artistico dell’artista, che non sceglie mai la via più semplice e scontata ma si diverte a deviare, esplorare, osare. Perché in fondo che male c’è se nel fuoripista di una vita in discesa diventiamo valanghe?

Da che posto arriva Elasi? Da Alessandria (d’Egitto?), da un frutteto cubano, da una sala giochi di Tokyo, da un quartiere berlinese o da dove?

Di sicuro da tanti luoghi del globo provengono i ritmi esotici, le strobo, gli strumenti etnici e le sperimentazioni digitali che lei ha ascoltato, toccato, interiorizzato e fatto esplodere nelle sue produzioni. Tutto si fonde nello strano mondo in cui Elasi immerge tanto la sua musica quanto se stessa: mescola, corre e rincorre le esperienze e le contaminazioni (s)co(i)nvolgenti dei suoi “trip” reali, virtuali e mentali.

Quindi da dove arriva Elasi? Da ovunque chi abbia la curiosità di ascoltare si riesce a lasciare trasportare. Di certo il suo mondo è pop, ma ha confini geografici fluidi e si mixa in mille stili (dalla bossa al funk, dalla disco all’afrobeat).

Con una formazione di chitarra classica al Conservatorio Vivaldi (Alessandria), di produzione musicale in uno studio di Los Angeles, Elasi si è esibita sui palchi di importanti realtà italiane (Blue Note, MI AMI Festival, Home Festival…) e ha vinto borse di studio e premi per il suo progetto artistico (Bando ORA!X, Miglior canzone e miglior arrangiamento al Bindi, artista del mese su MTV New Generation, Berklee Umbria Jazz Clinics…).

Tra il 2019 e il 2020 pubblica quattro singoli (Benessere, Vivo di Vividi Dubbi, Si Salvi Chi Può e Continenti) e presenta il suo progetto “CHI”, performance crossmediale di videoarte, realtà aumentata e musica arrangiata a distanza in remoto con musicisti da 7 diversi paesi del mondo.

  • Foto copertina di Chiara Quadri
  • Si ringrazia Giulia Zanichelli – GDG Press